Luoghi di Interesse

Fortezza Medicea di San Martino
La Fortezza medicea di San Martino, on circa 1,5 km di perimetro,17.000 m2 di superficie muraria (13.500 della cerchia esterna e 3.500 del mastio) e una superficie del complesso di 65.000 m2 è una delle più grandi fortezze extraurbane d’Europa, superata solo dal Forte di Fenestrelle e dalla Fortezza di San Ferran a Figueres (Spagna), anche se questi complessi sono di epoca molto più recente.
La Fortezza fu fatta costruire da Cosimo I il 30 giugno 1569 ma i lavori andarono per le lunghe, vista anche la vastità dell’opera, che fu terminata solo nel 1608, sotto il regno di Ferdinando I: è in pratica un colle fortificato in quanto i suoi bastioni si adattano perfettamente alla conformazione del suolo.
Ha una pianta irregolare anche se molto vicina alla forma di rettangolo rinforzata da ben nove bastioni, quelli di nord-ovest e sud-est gemelli, e due porte principali: la Fiorentina a sud e la Bolognese a nord.
Intorno alle antiche mura della Fortezza aleggia da sempre un’antica leggenda tramandata dagli abitanti di San Piero di padre in figlio che narra la storia di un enorme drago precipitato dal cielo durante una notte di tempesta.
Il Regolo, così come chiamato dai sanpierini, sprofondò nelle viscere della terra, proprio sotto la costruzione e da allora la sua aura di mistero ha avvolto fenomeni mai spiegati avvenuti all’ombra del fortilizio.


Ville Medicee
Appena fuori dal centro del paese c’è Villa le Mozzette, probabilmente costruita per volere della famiglia Medici e poi passata ai Rinucci, ora proprietà privata. Risalente al Trecento, la si trova ancora oggi nella sua veste di villa fattoria.
Oltre che agli aspetti architettonici del complesso edilizio l’interesse deve essere rivolto al bel parco romantico che vi è annesso, impiantato nella seconda metà del secolo scorso.
In esso, oltre a molte essenze inconsuete per il Mugello, si trovano alcuni bellissimi esemplari di cedro del Libano.
Nel centro storico del paese, Sulla “Via Maestra”, costituita oggi da via dell’Antica Posta e via dei Medici si affaccia Villa Schifanoia, attualmente di proprietà privata e caratterizzata da una torre trasformata poi in colombaia nel XV secolo.
L’edificio risalente alla metà del Trecento fu poi acquistato nell’Ottocento dai Cambray Digny.
Ancora sulla “Via Maestra” è presente Villa Adami, ostruzione cinquecentesca distante poche decine di metri ed oggi di proprietà del Comune di Scarperia e San Piero: offre spazi per ospitare attività associative del paese. Da notare la torre Medicea inglobata nel complesso della Villa, che insieme a quella della Villa di Schifanoia e quella che sovrasta la struttura dell’albergo “La Felicina” erano a guardia dell’antica Via della Posta fra Firenze e Bologna.
Villa Medicea del Trebbio
Sulla sommità di un colle a sud del paese giace la Villa medicea del Trebbio (patrimonio UNESCO), una delle prime residenze che la famiglia de’ Medici fece costruire fuori Firenze tra l’anno 1427 e il 1433.
Dopo la morte del proprietario Giovanni di Bicci de’ Medici (1429), il figlio Cosimo de’ Medici fece ristrutturare al suo architetto Michelozzo Michelozzi quello che doveva assomigliare a un castello fortificato.
La tenuta era in una posizione strategica, dall’alto di un poggio che dominava la Val di Sieve, ad una confluenza viaria (Trebbio significa infatti “trivio” cioè un punto dal quale, a differenza del “bivio”, si dipanano tre strade).
La Villa fu ampliata da Cosimo I, che amava andare a caccia nella sua tenuta, e da suo figlio Ferdinando I, che la unì ad altri possedimenti.

Ferdinando II la vendette nel 1644 a un ricco fiorentino, Giuliano Serragli, il quale la cedette poi ai padri filippini.
Nell’Ottocento vennero demolite le case rurali addossate alla villa per far posto a un bosco di cipressi. Il giardino antistante la villa, con le rose e le siepi di bosso risale al Novecento. Oggi, dopo altri passaggi, tra cui la famiglia Scaretti, appartiene ai Marchesi Corsini, anche se è possibile fare visite guidate.

Pieve di San Pietro
La Pieve di San Pietro, situata nel cuore del paese, è una tra le più antiche, se non la più antica, tra le pievi del Mugello.
L’edificio attuale, risalente alla metà del XII secolo, è con ogni probabilità impostato su di una precedente costruzione, dato che la Pieve è già ricordata in un documento del 1018.
La chiesa come ci appare oggi vanta un’impostazione romanica, caratteristica comune a molti edifici del contado fiorentino.
Nella chiesa e nella canonica si conservano manufatti di notevole importanza artistica fra i quali spicca il fonte battesimale in terracotta invetriata attribuito a Giovanni della Robbia.
Oratorio della Compagnia
Di fronte alla pieve di San Pietro, sul lato opposto della strada, si erge l’Oratorio della Compagnia dove fin dal 1275 operava l’antico ospedale del borgo.
Attualmente l’oratorio è gestito dall’associazione Pro Loco San Piero a Sieve APS e si presta ad ospitare mostre pittoriche, fotografiche e convegni socio-culturali.


Convento del Bosco ai Frati
Il convento del Bosco ai Frati fu fondato dalla famiglia degli Ubaldini nel VII secolo, poi divenne il cenobio dei monaci di San Basilio che costruirono una piccola cappella ed un locale ad uso dei pellegrini e lì vissero sino al XI secolo.
Da quell’epoca e fino al 1206 fu abbandonato eppoi occupato da alcuni eremiti; successivamente fu donato, insieme a gran parte del bosco a San Francesco di Assisi (i Francescani entrarono in questo convento nel 1212).
Qui vissero, fra gli altri, il Venerabile Giovanni da Perugia detto lo Scalzo, Vicario Generale al tempo di San Francesco ed il padre Benedetto da Gavorraccio.
Nel 1349 il convento fu quasi del tutto abbandonato a causa della peste e rifiorì solo nel 1420 quando Cosimo I il Vecchio, dopo averlo comprato, lo ricostruì; fece ampliare il refettorio, erigere il campanile, il chiostro, la sagrestia, la cisterna e il loggiato, quest’ultimo su progetto di Michelozzo, il quale modificò la chiesa di San Bonaventura, compresa nel convento, dotandola di un portico a colonne all’esterno; invece all’interno, abbellì l’unica navata con delle volte a crociera ed ampliò il coro poligonale. Anteposto a questo si trova un dossale di legno del Seicento, con intarsi in oro, recante l’arme dei Medici. Ivi giaceva l’opera pittorica “Pala di Bosco ai Frati” del Beato Angelico oggi al Museo di San Marco a Firenze, il “Crocifisso” attribuito a Donatello o a Michelozzo, oggi custodito nella sala capitolare, e sulla parete sinistra il “Trittico con la Resurrezione” di Lazzaro di Nicolas Froment oggi agli Uffizi.
Tabernacolo di Croce di Via
Lungo la strada provinciale in località Le Mozzete, si trova il Tabernacolo di Croce di Via del XV secolo.
Costruito dai Medici, colpisce per le insolite dimensioni e l’ampia tettoia aggettante su mensole.
L’interno era interamente affrescato: sul fondo, la Madonna fra due santi, sulle pareti laterali altri santi e sulla volta il Padre Eterno circondato da angeli e santi. Attualmente in parziale degrado.


Tabernacolo del Ponte di Sieve
All’ingresso nord del paese di San Piero a Sieve, nei pressi del ponte sull’omonimo fiume, è presente il Tabernacolo del “Ponte di Sieve” che, prima di ripetuti furti sacrileghi, accoglieva le statue bronzee del complesso dell’Annunciazione dell’artista scultore e medaglista Antonio Berti.
La struttura è stata restaurata nell’anno 2012 ed oggi ospita le copie delle statue dell’Annunciazione predisposte dal “Comitato 2012” con la volontà ed il sostegno espressi da buona parte della popolazione locale.
Cappella Votiva in Via della Antica Posta
Di fronte al palazzo comunale (già Palazzo Cipriani) costruito sulle spoglie di un ben più antico edificio in cui ceramiche policrome degli inizi del XX secolo ne adornano le facciate, sorge una piccola cappella votiva raramente aperta alla devozione popolare con altare in pietra sul quale si trova una tela raffigurante una Madonna col Bambino e Santi (S. Francesco Saverio e S. Marta) al centro di un festigio barocco in pietra.
Il ciborio è intagliato e dorato e sul culmine del tetto a capanna giace un grazioso campaniletto di pietra con una piccola campana.


Colonna di Piazza della Colonna
Piazza della Colonna, crocevia tra Firenze, Scarperia, Barberino e Borgo San Lorenzo, prende il nome dalla stele in pietra serena eretta nel 1903 che contiene un piccolo tabernacolo con l’immagine della Madonna del Conforto il cui originale si conserva a Borgo San Lorenzo, portato nel Mugello nel 1799 dagli Aretini insorti contro la tirannide francese che riuscirono a contrastare l’avanzata delle truppe napoleoniche in buona parte della Toscana.
Originariamente la stele sorgeva al centro della piazza dove era stata innalzata al posto dell’Albero della Libertà piantato dai repubblicani.
Il 15 febbraio di ogni anno si commemora l’immagine della Madonna del Conforto, ricordando che essa è venerata anche nella Cattedrale carolingia di Arezzo per un miracolo avvenuto in quella città il 15 Febbraio del 1796: fu l’emblema della rivoluzione delle popolazioni locali chiamate i “Viva Maria”, come gli aretini, casentinesi, valdarnesi, della Valdisieve ed infine del Mugello, impegnati nella guerra di liberazione contro gli invasori francesi nel lontano 1799.